Via dei Serpenti

Novità in libreria: “I segnalati” di Giordano Tedoldi (Fazi editore)

A 7 anni dall’esordio con Io odio John Updike (Fazi, 2006) e a un anno dall’ebook auto-pubblicato su Amazon Deep Lipsia (qua la recensione di Cristiano De Majo), Giordano Tedoldi torna in libreria con il romanzo I segnalati (Fazi, pp.280, euro 17,50). Paragonato nella scheda dell’editore a Gli indifferenti di Moravia, il romanzo ruota attorno ad un tragico incidente e al senso di colpa che ne consegue. Questa la scheda del libro:
«Si può vivere, e come, con l’idea martellante, incancellabile, di aver ucciso? In un’estate che s’accende di colpo su Roma, il rapporto tra la ventenne Fulvia e un ragazzo senza nome e dal passato inconfessabile, appassionato di musica classica, viene sconvolto dall’incidente mortale di Ruggero, che avrebbe compiuto dieci anni poco dopo . Fulvia, che assiste al fatto dal terrazzo della sua casa, crede di averlo determinato con un gesto sprovveduto ed è devastata dal senso di colpa. Questo evento lega in modo indissolubile Fulvia e il suo compagno ai genitori di Ruggero, appartenenti alla borghesia intellettuale, apparentemente lucidi e razionalisti ma “segnalati”, che in dialetto sta per “destinati”, vittime anch’essi di un dolore folle.»

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Novità in libreria: “I segnalati” di Giordano Tedoldi (Fazi editore)


A 7 anni dall’esordio con Io odio John Updike (Fazi, 2006) e a un anno dall’ebook auto-pubblicato su Amazon Deep Lipsia (qua la recensione di Cristiano De Majo), Giordano Tedoldi torna in libreria con il romanzo I segnalati (Fazi, pp.280, euro 17,50). Paragonato nella scheda dell’editore a Gli indifferenti di Moravia, il romanzo ruota attorno ad un tragico incidente e al senso di colpa che ne consegue.
Questa la scheda del libro:

«Si può vivere, e come, con l’idea martellante, incancellabile, di aver ucciso? In un’estate che s’accende di colpo su Roma, il rapporto tra la ventenne Fulvia e un ragazzo senza nome e dal passato inconfessabile, appassionato di musica classica, viene sconvolto dall’incidente mortale di Ruggero, che avrebbe compiuto dieci anni poco dopo . Fulvia, che assiste al fatto dal terrazzo della sua casa, crede di averlo determinato con un gesto sprovveduto ed è devastata dal senso di colpa. Questo evento lega in modo indissolubile Fulvia e il suo compagno ai genitori di Ruggero, appartenenti alla borghesia intellettuale, apparentemente lucidi e razionalisti ma “segnalati”, che in dialetto sta per “destinati”, vittime anch’essi di un dolore folle.»

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