Via dei Serpenti

Recensione: Crossed di Ally Condie (Fazi Editore)

Non andartene docile in quella buona nottei vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno;infuria, infuria contro il morire della luce…

Il secondo capitolo della saga distopica iniziato con Matched si apre con un’altra poesia di Dylan Thomas che diviene l’ossatura dell’intera storia, il filo rosso che lega le vicende le une alle altre, la causa delle rotture, la mappa, nel vero senso della parola, che utilizzerà Cassia per raggiungere i Ribelli. Si chiama Crossed  e, sebbene tenti ancora di sfruttare la scia del suo predecessore riproponendo l’idea della forza simbolica delle parole, quest’ultima risulta qui perdere di intensità e originalità. Matched (qui la nostra recensione) raccontava un mondo in cui la cultura è limitata a cento esemplari di ogni cosa: cento poesie, cento canzoni, cento dipinti e così via, in cui si scrive combinando frasi fatte senza più utilizzare vere e proprie parole che diventano così il simbolo di una rivoluzione, prima interiore e poi reale. Il primo atto rivoluzionario di Cassia in Matched sarà imparare a scrivere il proprio nome. Poter leggere la poesia donatagli clandestinamente dal nonno sarà il secondo. Il messaggio era chiaro: le parole, attraverso la loro combinazione poetica o di per sé stesse, rendono libere le persone. Alla fine di Matched  Ky, il ragazzo segretamente amato da Cassia e colui che le ha insegnato a scrivere, verrà assegnato alle provincie esterne e praticamente condannato a morire, mentre lei verrà trasferita insieme a tutta la sua famiglia. Crossed è il racconto della sua disperata ricerca di Ky e del loro viaggio insieme, dopo il ricongiungimento, verso quella che ognuno di loro interpreta come libertà. Per Cassia la meta è indiscutibile: si vuole unire ai Ribelli e combattere la Società, mentre Ky vorrebbe solo vivere in pace tra i Contadini, un gruppo di persone che è riuscito a costituire una comunità rimasta miracolosamente indipendente… Continua a leggere la recensione di Crossed
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Recensione: Crossed di Ally Condie (Fazi Editore)

Non andartene docile in quella buona notte
i vecchi dovrebbero bruciare e delirare al serrarsi del giorno;
infuria, infuria contro il morire della luce…

Il secondo capitolo della saga distopica iniziato con Matched si apre con un’altra poesia di Dylan Thomas che diviene l’ossatura dell’intera storia, il filo rosso che lega le vicende le une alle altre, la causa delle rotture, la mappa, nel vero senso della parola, che utilizzerà Cassia per raggiungere i Ribelli.
Si chiama Crossed  e, sebbene tenti ancora di sfruttare la scia del suo predecessore riproponendo l’idea della forza simbolica delle parole, quest’ultima risulta qui perdere di intensità e originalità.
Matched (qui la nostra recensione) raccontava un mondo in cui la cultura è limitata a cento esemplari di ogni cosa: cento poesie, cento canzoni, cento dipinti e così via, in cui si scrive combinando frasi fatte senza più utilizzare vere e proprie parole che diventano così il simbolo di una rivoluzione, prima interiore e poi reale. Il primo atto rivoluzionario di Cassia in Matched sarà imparare a scrivere il proprio nome. Poter leggere la poesia donatagli clandestinamente dal nonno sarà il secondo. Il messaggio era chiaro: le parole, attraverso la loro combinazione poetica o di per sé stesse, rendono libere le persone. Alla fine di Matched  Ky, il ragazzo segretamente amato da Cassia e colui che le ha insegnato a scrivere, verrà assegnato alle provincie esterne e praticamente condannato a morire, mentre lei verrà trasferita insieme a tutta la sua famiglia.
Crossed è il racconto della sua disperata ricerca di Ky e del loro viaggio insieme, dopo il ricongiungimento, verso quella che ognuno di loro interpreta come libertà. Per Cassia la meta è indiscutibile: si vuole unire ai Ribelli e combattere la Società, mentre Ky vorrebbe solo vivere in pace tra i Contadini, un gruppo di persone che è riuscito a costituire una comunità rimasta miracolosamente indipendente… Continua a leggere la recensione di Crossed

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