Via dei Serpenti

                         

Tripla recensione: Stoner di John Williams (Fazi Editore)

Perdonami, però perdonami cosa? E tu dici: la vita.
—Francesco De Gregori

Quando oggi in Italia si dibatte sul romanzo il più delle volte si coglie un tono febbrile, spasmodico nella discussione generale, quasi che con la propria opinione in merito ci si giochi più di quanto è ufficialmente in palio.
Se da una parte nuovi Nietzsche annunciano la morte del romanzo a un secolo e mezzo dalla morte dell’ultimo dio, sempre di più sono quelli che ne proclamano la resurrezione e vita sulla scorta delle lettere di Jonathan Franzen apostolo al Venerdì di Repubblica, che, nel dettarci la nuova kasherut letteraria, ci proibiscono ogni contatto impuro tra il kindle e Balzac.
In effetti la novità (pubblicitaria?) dell’ultima versione del romanzo americano ha avuto un impatto talmente straordinario con il nostro paese da modificarne il gusto, l’agenda e gli strumenti critici con la stessa inevitabilità con cui negli anni ‘60 il rock di Elvis fissò il canone per i nostri Bobby Solo e Little Tony.
Per parlare di Stoner di John Williams (che sulla copertina della traduzione italiana pubblicata da Fazi viene definito romanzo) proviamo invece a dimenticare il romanzo americano per come lo abbiamo interiorizzato, con le sue pretese al limite infantili di conquistare tutti i territori del risiko umano e la sue ossessioni freudiane per i traumi dei personaggi, e iniziamo col concentrarci sul titolo.
L’inglese, a differenza dell’italiano, conosce l’opportunità di stratificare il significato di una sola parola aprendola a un ventaglio di sfumature virtualmente infinito: Stoner è ovviamente il cognome del protagonista ma può voler dire scalpellino, tagliapietre, pietrista o addirittura lapidatore. Che gusto hanno questi nomi? Non vi sembrano riaffiorare dal fondo dei ricordi, da una di quelle favole dei fratelli Grimm piene di mestieri scomparsi? O da una favola di Perrault? Stoner: Pietrino, Sassolino
 Continua a leggere la recensione di Stoner

Le altre recensioni di Stoner qui e qui

Via dei Serpenti

  1. viadeiserpenti posted this